Tra un lavoro e l’altro mi dedico ad alcuni progetti fotografici personali.

Sono lavori extra, fatti soprattutto di ricerca. Scaturiscono dalle mille domande che mi faccio, dalle risposte che provo a darmi, dalle inquietudini che a volte mi assalgono e da riflessioni più personali.

In tutto questo la macchina fotografica non è altro che un mezzo.

È una finestra aperta sul mondo e allo stesso tempo su me stessa. A volte la uso per guardare fuori, per mettermi in relazione e gettare un ponte di collegamento tra me e gli altri. Altre volte mi serve per fare chiarezza e guardarmi dentro.

Non oso definirla arte, direi che è più una cura per l’anima, qualsiasi cosa essa sia.

È il mio modo di pensare, di vivere quello che sento e che mi passa per la testa.

Quando i pensieri si anneriscono e le emozioni si aggrovigliano. E quando le parole mancano. Quando quello che mi circonda si riduce a forme e colori e le cose si trasformano in sensazioni sulla pelle. In un viaggio continuo fatto di paesaggi ancora da esplorare. Col cuore aperto e occhi sempre nuovi.

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