donna e fotografia

Domani è la festa della donna.

Penso alle mimose e storco il naso. Penso che una data è solo una data.

Io non credo nelle feste comandate.

Non sostengo che le donne siano migliori degli uomini.

E non penso che una A finale ci salverà: ministra e architetta, per me, non si possono sentire.

Penso che sarebbe bello non aver bisogno delle quote rosa e vorrei che nel mondo esistessero più aspiranti Samantha Cristoforetti. Vorrei essere un po’ AstroSamantha anche io e capire davvero cosa diamine sono il bosone di Higgs e la fisica quantistica.

Penso anche che scrivere di fotografia al femminile, in occasione dell’8 marzo forse è poco originale. Ma d’altro canto, la strada per liberarsi dagli stereotipi e da vecchi retaggi è ancora così lunga che mi sono detta: le immagini hanno il grande potere di smuovere le coscienze, perché non dovrei parlarne?

Girl on Girl

Quando si parla di fotografia al femminile si pensa subito alle “grandi” come Diane Arbus, Francesca Woodman, Cindy Sherman o Annie Leibovitz.

In realtà esistono tante altre fotografe, magari meno note ma non per questo meno interessanti. La giornalista, curatrice e gallerista britannica Charlotte Jansen ne ha scelte 40 tra quelle nate tra gli anni ‘50 e la fine degli anni ‘90 e le ha inserite in Girl on Girl: Art and Photography in the Age of the Female Gaze, una pubblicazione edita da Laurence King nel 2017 che offre una panoramica sull’identità e sulla produzione artistica e fotografica femminile contemporanea.

Una vita da scienziata

La scienza non è solo cosa da uomini. Per scardinare questa idea, nel 2016, viene inaugurato il progetto 100esperte, una banca dati online che raccoglie i nomi e i curricula di 100 professioniste in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico: tutti settori storicamente maschili in cui, invece, le donne stanno portando grandi contributi.

Il database col tempo è cresciuto, allargandosi poi anche al settore economico e finanziario e sfociando in alcune pubblicazioni.

Per avvicinare il grande pubblico al volto femminile della ricerca, a gennaio presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano, è stata inaugurata anche una mostra fotografica con gli scatti fotografici di Gerald Bruneau che ritrae e racconta visivamente le scienziate italiane.

Il progetto è promosso dall’Osservatorio di Pavia e dall’associazione Gi.U.Li.A., in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

La mostra rimarrà aperta fino al 30 giugno. Qui il comunicato stampa.

The women priest project

Nausicaa Giulia Bianchi è una fotografa che mette al centro della propria ricerca visiva il tema della memoria, della spiritualità e del femminismo.

Nel 2012 inizia a documentare con foto, video e interviste la scelta di alcune donne che hanno sfidato il Vaticano, disobbedendo alle regole imposte dalla Chiesa Cattolica romana che consente lore di essere suora ma non prete o vescovo.

Nel 2002 sette donne sono state ordinate prete e hanno dato vita all’associazione Roman Catholic Womenpriests, ribellandosi a un sistema gerarchico conservatore e maschilista che considera il sacerdozio femminile un crimine grave, quanto l’abuso sessuale nei confronti dei minori.

Sono donne che credono nell’uguaglianza e nell’inclusione e che sognano una Chiesa aperta al rinnovamento, che accetta il divorzio, l’aborto e i matrimoni omosessuali. Nausicaa Giulia Bianchi le segue nella quotidianità e ci racconta un nuovo modo di vivere la fede cattolica.

Puoi approfondire qui (in inglese) e qui (se preferisci l’italiano).

Image_Hack

Si può pubblicizzare un prodotto senza ricorrere all’uso di immagini stereotipate?

Secondo Dove, sì. L’azienda di prodotti per l’igiene personale, da anni ha scelto una comunicazione differente e per convincere anche le altre aziende a farlo, ha promosso Image_Hack, una campagna di sensibilizzazione all’uso di immagini di donne reali.

In pratica, ha chiesto ai fotografi che contribuiscono alle banche immagini di siti come Shutterstock, di inserire immagini di donna vere e di hackerare, cioè alterare i risultati di ricerca attribuendo a queste immagini parole chiavi come “beautiful woman”.

Così digitando “beautiful woman” compariranno nei risultati di ricerca anche “real woman”, oltre che immagini di donne così sexy e perfette da essere irreali.

Ecco il video della campagna promossa da Dove.

Image_Hack Case Study from Mindshare Denmark on Vimeo.

Se la fotografia è donna

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